Il Decreto-Lei n. 23/2014 obbliga il promotore portoghese a restituire il prezzo dei biglietti se vengono sostituiti il programma o gli artisti principali. Quello che non dice è cosa rientri in quel prezzo, ed è lì che DECO ha inserito il suo cuneo.
Cosa dice oggi la legge
L'articolo 9, «Restituição do preço dos bilhetes», obbliga il promotore a restituire l'importo corrispondente al prezzo dei biglietti se lo spettacolo non si tiene nel luogo, nella data e nell'ora annunciati, se viene sostituito il programma o gli artisti principali, oppure se viene interrotto. Non c'è rimborso quando l'interruzione è dovuta a causa di forza maggiore verificata dopo l'inizio dello spettacolo, e la norma precisa cosa conta come tale: eventi imprevedibili, estranei alla volontà del promotore, che impediscano direttamente lo svolgimento, come incendi, inondazioni, cicloni o terremoti.
Il comma 5 fissa il termine: 30 giorni dalla notifica della decisione dell'IGAC. E il comma 4 distribuisce i ruoli in un modo che conviene leggere con attenzione: spetta all'IGAC verificare, su richiesta di qualsiasi interessato, i presupposti da cui dipende il mancato rimborso. L'articolo 6 obbliga inoltre a indicare in modo visibile il prezzo insieme al programma, l'identificazione del promotore, la data, l'ora e la classificazione per età, sia nel luogo dell'evento sia sulle piattaforme online. Il testo consolidato si trova nella banca dati giuridica della PGD di Lisbona, e non è l'unico obbligo per chi vende biglietti in Portogallo.
Cosa chiede DECO
Nel luglio 2026 DECO ha inviato alla ministra della Cultura, Gioventù e Sport, Margarida Balseiro Lopes, proposte per rivedere il regime, in vigore dal 2014. Chiede regole specifiche per i festival su più giorni; una definizione di «artista principale» che includa quelli annunciati nella promozione e quelli del palco principale; che le piattaforme mostrino il prezzo totale con i costi obbligatori fin dall'inizio; responsabilità solidale di promotori, piattaforme e agenzie; un'assicurazione obbligatoria a carico del promotore che copra i rimborsi in caso di insolvenza; tutela per congressi e summit rivolti ai consumatori; e multe proporzionali al fatturato. Secondo Observador, DECO sostiene che questa indeterminatezza abbia permesso ad alcuni promotori di eludere l'obbligo quando la sostituzione o l'assenza di artisti non rientra chiaramente tra i motivi di rimborso.
Prima, a marzo, e secondo DECO in un'analisi diffusa dal Jornal Económico, le quattro principali piattaforme di vendita elettronica di biglietti in Portogallo — FNAC, Ticketline, BOL e MEO Blueticket — escludono espressamente dal rimborso commissioni, costi di servizio o spese operative quando lo spettacolo viene cancellato. DECO ha quantificato questi costi tra 2 e 5 euro a biglietto a seconda del valore dell'evento, ha presentato un esposto al Ministério Público, ha chiesto all'IGAC di valutare il caso e ha denunciato all'ASAE il «drip pricing» e la pressione a sottoscrivere assicurazioni o servizi aggiuntivi.
Perché è importante
La disputa si riassume in una parola. La legge impone di restituire l'importo corrispondente al prezzo dei biglietti e non definisce cosa lo componga; che la commissione ne faccia parte è la tesi di DECO, non una decisione dell'IGAC.
Finché non si fa chiarezza, questa ripartizione la decide il contratto tra promotore e piattaforma. Conviene fissarla per iscritto nella politica dei rimborsi, così come il Portogallo ha già definito il biglietto per l'accompagnatore.