Il 21 ottobre 2026 Live Nation Entertainment e Ticketmaster hanno depositato presso il Tribunale distrettuale del Distretto Sud di New York una versione modificata della loro dichiarazione sui contatti con il Governo in merito all'accordo con il Dipartimento di Giustizia. La nuova versione aggiunge che il presidente Donald J. Trump era presente alla riunione del 5 marzo 2026 in cui sono stati chiusi i termini essenziali.
Che cos'è il documento
La sezione 16(g) del Tunney Act obbliga i convenuti a descrivere le loro comunicazioni con funzionari o dipendenti degli Stati Uniti sulla proposta di sentenza definitiva, depositata il 12 giugno 2026. Il periodo va da febbraio 2025 a quella data. La versione originale è del 22 giugno; quella modificata è il documento 1595 del caso 1:24-cv-3973-AS. Live Nation sostiene che quella di giugno «era completa e conforme» alla norma e che la modifica è stata presentata «in via precauzionale», dopo una decisione del 12 agosto 2026 nel caso Stati Uniti contro Hewlett Packard Enterprise, nel Distretto Nord della California.
Che cosa cambia tra giugno e ottobre
Abbiamo confrontato i due atti. Ecco le modifiche di sostanza:
- Riunione del 5 marzo 2026. In quella sede è stato firmato il term sheet. A giugno compariva senza menzionare Trump. Ora risulta che «è comparso brevemente» e che, secondo l'atto, «non ha partecipato ad alcuna discussione sostanziale dell'accordo».
- Telefonata di febbraio 2026. A giugno, Michael Rapino, amministratore delegato, «ha parlato di vari aspetti dell'attività di Live Nation» con Trump e «è emerso» lo stato della causa. A ottobre, è Trump a chiamare Rapino «per trattare questioni relative al Kennedy Center» ed è lui ad aver «chiesto dello stato» del contenzioso. Entrambe le versioni affermano che non sono stati trattati termini sostanziali.
- Dipartimento di Giustizia. Si aggiunge l'Ufficio del Vice Procuratore Generale agli uffici che hanno partecipato.
- Stati. Rappresentanti di alcuni stati ricorrenti hanno partecipato a riunioni di marzo 2026. Non si precisa quali.
- Ottobre 2025. Compare una proposta formale scritta, tra quella iniziale di settembre 2025 e la controfferta del Dipartimento di gennaio 2026.
- Mike Davis e William Levi. A giugno «hanno cercato di avviare trattative per un accordo» con la Divisione Antitrust tra febbraio e giugno 2025. A ottobre «hanno cercato di aprire un dialogo» con i suoi vertici «sul caso, comprese le possibilità di accordo».
- Partecipanti. Entrano due nomi di Ticketmaster: Devon Cavanagh, vicepresidente senior di Prodotto, e Taggart Matthiesen, ex direttore di Prodotto.
Le citazioni sono una nostra traduzione dell'atto di Live Nation.
A che punto è l'accordo
Resta una proposta. Secondo TicketNews, il giudice Arun Subramanian continua a esaminarla ai sensi del Tunney Act. Che cosa contiene è nel nostro riepilogo dei dodici obblighi dell'accordo. Finché non sarà approvato, nessuno di essi è definitivo, e la mappa delle alternative a Ticketmaster per i promotori resta quella di oggi.
