Frodi nella vendita di biglietti: bot, biglietti falsi e cosa dice la legge
Le frodi nel ticketing hanno due facce: i bot che accaparrano l'apertura delle vendite per rivendere e i biglietti falsi o duplicati che arrivano all'ingresso. Con Futura Tickets i biglietti possono essere nominativi e hanno un QR dinamico che non serve se copiato con uno screenshot; ogni codice si valida una sola volta. Ecco come vedono il problema la legge italiana e la pratica.
Bot e accaparramento
L'accaparramento automatizzato di biglietti per rivenderli ha un nome tecnico: l'OWASP lo classifica come OAT-005 Scalping. In Italia, vendere titoli d'accesso fuori dal circuito di chi li emette è sanzionato dall'AGCOM, e sopra i 5.000 spettatori il biglietto è nominativo. Per questo funzionano le protezioni dell'organizzatore: coda virtuale, limiti per acquirente e biglietto nominativo.
Biglietti falsi: la truffa
Vendere un biglietto falso integra la truffa dell'articolo 640 del codice penale, punita con la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 51 a 1.032 euro. Un biglietto falso non si riconosce a occhio: si riconosce quando l'ingresso lo valida contro il sistema che lo ha emesso. I segnali d'allarme per chi compra sono nella nostra guida per riconoscere i biglietti falsi.
Cosa fa ogni protezione
Nessuna protezione da sola elimina la frode; insieme la rendono troppo cara per convenire:
- Coda virtuale: ordina l'afflusso e taglia l'automazione.
- Limiti per acquirente: frenano l'accumulo per rivendere.
- Biglietto nominativo: entra solo il titolare o chi lo riceve dal canale ufficiale.
- QR dinamico e validazione unica: lo screenshot scade e il secondo tentativo viene respinto all'ingresso.